Peridea anceps
di Paolo Mazzei
Peridea anceps (Goeze, 1781) appartiene alla famiglia dei Notodontidae e, con un’apertura alare che supera spesso i sei centimetri nella femmina, è tra i notodontidi una delle specie europee di dimensioni maggiori. È l’unico rappresentante italiano del genere Peridea Stephens, 1828, mentre in Europa troviamo una seconda specie, Peridea korbi
Ha una sola generazione all’anno, passa l’inverno come pupa e schiude, nelle località più meridionali, già nella seconda metà di marzo, da aprile a giugno nell’Europa centrale e da maggio a luglio nei luoghi più freddi. In montagna arriva al limite delle foreste di latifoglie, verso i 1700 metri di altitudine.
La larva è legata principalmente alle querce, soprattutto caducifoglie, ma trovo riportate in letteratura come piante alimentari anche il faggio e la betulla.
Tutte le foto di quest’articolo che non riportano la località e la data derivano da uova deposte da una femmina osservata alla Stazione Ferroviaria di Monticchio, Rionero in Vulture (Potenza) il 28/3/2025.
Uovo
La femmina depone le uova sulle foglie ma soprattutto sui rametti delle querce dalla fine di marzo, non troppo lontane dagli apici dove sono appena spuntate o spunteranno tra poco le prime foglie della stagione. Appena deposte sono verdi-biancastre, ma passano rapidamente al bianco opaco, con un polo puntiforme che rimane verdastro.
Le uova vengono deposte a piccoli gruppi ma a volte se ne trovano insieme anche più di 50, come nella terza foto.
Al momento della schiusa la larvetta già formata apre, con le mandibole, una finestra di uscita nel guscio dell’uovo, che ingrandisce fino a riuscire a sgusciarne fuori.
Al centro della foto si vede bene la capsula cefalica giallastra della larva impegnata a ricavarsi la via d’uscita e, poco più in alto nell’uovo, il suo corpo giallo-verdastro. Dalle maggior parte delle altre uova tutt’intorno le larve sono già uscite.
Larva L1
Appena uscita dall’uovo la larva ha la capsula cefalica giallastra lucida, con le parti boccali più scure, e il corpo verde-giallastro con una decina di tubercoli scuri per segmento disposti in modo regolare e dotati ciascuno di una setola scura.
Sia le zampe toraciche che le false zampe addominali sono scure.
All’approssimarsi della muta le larve L1 si dispongono al margine delle foglie, ciascuna su una nervatura, per essere meno visibili ai predatori. Il colore del corpo è adesso molto più verde, e già si può notare che la vecchia capsula cefalica giallastra sta per essere sostituita, dopo la muta, dalla nuova che sarà decisamente più verde.
Larva L2
Come previsto alla seconda età la colorazione del corpo e della capsula cefalica sono molto più simili, entrambi verdi, e quest’ultima ha una riga nera che, partendo dalla zona della bocca, curva verso i lati mantenendosi parallela al bordo.
Le zampe addominali sono ora verdi scure e le setole portate dai tubercoli sono decisamente più corte, in rapporto alla lunghezza della larva, rispetto a come erano durante la prima età.
Dorsalmente si vede una linea centrale sottile scura appena accennata.
Larva L3
Dopo la seconda muta, quando la larva si affaccia alla terza età, i cambiamenti sono evidenti:
- i tubercoli scuri spariscono completamente e le setole si riducono moltissimo tanto da essere quasi invisibili;
- al centro del dorso compare una fascia biancastra longitudinale con una linea verde scura centrale;
- su entrambi i lati dei primi due segmenti toracici, in basso, compare una banda gialla con una linea spessa rosata al centro, che è il carattere distintivo più sicuro delle larve di questa specie.
Inoltre i lati dei primi sette segmenti addominali mostrano delle linee gialle oblique, discendenti andando verso la parte posteriore del corpo, dove ciascuna linea gialla ha la parte più alta nel segmento più anteriore e quella più bassa nel posteriore ma il raccordo tra le due parti è accurato e dà l’impressione di essere una linea continua che passa da un segmento all’altro. Si trova la stessa cosa nelle larve delle Sphingidae Smerinthinae e Sphinginae, ma le linee sono orientate a rovescio, cioè salgono andando verso la parte posteriore del corpo.
Larva L4
Le larve L4 si riconoscono dalle L3 principalmente per le dimensioni maggiori, per il resto i cambiamenti sono già avvenuti in L3, in L4 semmai si consolidano: l’unica differenza apprezzabile rispetto all’età precedente è il fatto che le linee nere in basso ai lati della capsula cefalica si indeboliscono e si tingono di rosa, correndo adesso all’interno di una sottile zona gialla.
Larva L5
In L5 le linee nere in basso ai lati della capsula cefalica spariscono del tutto, e la capsula cefalica mostra una continuità cromatica laterale con i primi due segmenti toracici: verde in alto, rosa entro una stretta banda gialla in basso, e questa è definitivamente la “firma” di questa specie, che consente di riconoscere la sua larva da tutte le altre. Dei segmenti rosati corti e sottili, paralleli e contigui alle linee gialle inclinate, compaiono tra queste ultime e gli spiracoli respiratori.
Un primo piano della capsula cefalica e dei primi segmenti del corpo, e una foto che mostra la posizione che la larva spesso assume quando viene disturbata, con la parte anteriore, inclusi i due primi segmenti addominali, arcuata verso l’alto.
Alla fine del suo sviluppo la larva cambia colore, scurendosi e assumendo una tonalità tra il rosa e il violaceo, e scende dalla pianta nutrice per impuparsi.
Pupa
La larva matura di questa specie costruisce la camera pupale nella terra, ma senza scavare più di tanto: si accontenta dell’interfaccia tra terreno e strato superficiale di detriti vegetali, dove realizza un bozzolo di terra, che rende liscio e regolare all’interno con la sua seta.
Adulto
La colorazione degli adulti è notevolmente criptica, soprattutto se sono posati su tronchi o grossi rami, dove di solito passano la giornata nella più completa immobilità. Le ali posteriori sono biancastre e molto più chiare delle anteriori, tranne una sottile porzione scura che spesso sporge da sotto l’ala anteriore in posizione di riposo, come nella prima foto che segue, e che contribuisce, con le sue folte setole marginali, a rendere l’adulto ancora meno visibile.
Per differenziare i due sessi ci aiutano le antenne: il maschio le ha leggermente ma visibilmente bipettinate, anche se la pettinatura si sviluppa su un piano, e se la guardate di taglio non è più facilmente apprezzabile. La femmina le ha invece molto più filiformi.
Links
Qualche sito in rete con informazioni e foto su questa specie:
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- Lepiforum e.V.
- Lepidoptera and their ecology (Wolfgang Wagner)
- Les Carnets du Lépidoptériste Français (Philippe Mothiron & Claire Hoddé)
- UKmoths (Ian Kimber)
- Les Papillons du Maine et Loire (Jean-Paul & Louisette Coat)
- Ana Valadares – Algarviada de Insetos
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