Anthocharis cardamines

di Paolo Mazzei

Credo che sia difficile trovare qualcuno che non abbia mai visto le ali arancioni e bianche di un maschio di questa specie in volo all’inizio della primavera: parliamo dell’Aurora, Anthocharis cardamines, descritta da Linneo nel 1758 come Papilio cardamines e appartenente alla famiglia Pieridae.

La femmina, invece, è completamente priva dell’area arancione che copre la metà apicale dell’ala anteriore del maschio, e mostra, sulla pagina superiore delle ali, toni dal bianco al grigio scuro, come si vede bene nella seconda foto, che mostra i due sessi in corteggiamento.

È presente in gran parte del paleartico: quasi ovunque in Europa, a nord fino al circolo polare artico, e anche nelle grandi isole del Mediterraneo, escluse la Baleari, Malta, Creta e le Cicladi. Nel paleartico orientale si spinge, attraverso l’Asia temperata, fino al Giappone. In Italia è presente quasi ovunque, tranne alcune delle isole più piccole, dal livello del mare ad oltre 1800 metri di quota.

Maschio adulto, Via Calciano, Giuliano di Roma (Frosinone), 25/4/2014. (Foto di Raniero Panfili)

Ha una sola generazione, con gli adulti in volo da inizio aprile a maggio, fino a giugno alle quote più elevate e nelle località più fredde. Frequenta un’ampia varietà di habitat, che includono bordi di strade di campagna, siepi, argini fluviali, margini boschivi, sentieri e ampie radure nei boschi, prati umidi, ed è presente anche nei giardini e nei parchi urbani, se è disponibile qualcuna delle sue piante alimentari larvali.

Le uova vengono deposte dalla metà di aprile, e l’unica generazione larvale compare tra fine aprile e maggio. Le prime pupe si formano verso la fine di maggio, e rimarranno sulle piante su cui ciascuna larva le ha fissate fino alla primavera dell’anno successivo, sopportando il caldo estivo, le piogge e il freddo dell’inverno.

Corteggiamento: maschio in alto, femmina in basso, Via Calciano, Giuliano di Roma (Frosinone), 20/4/2008. (Foto di Raniero Panfili)

Le principali piante alimentari larvali per questa specie sono Cardamine pratensis L. (e altre congeneri), Alliaria comune Alliaria petiolata (M.Bieb.) Cavara & Grande e alcune specie del genere Arabis Mill., come Arabis hirsuta (L.) Scop.

Tom Tolman, nella sua guida alle farfalle britanniche e europee, cita anche Pseudoturritis turrita (L.) Al-Shehbaz (basionimo Arabis turrita L.), Lunaria annua L., Biscutella laevigata L., Biscutella mollis Loisel. e Hesperis laciniata All.

lepiforum.org cita anche specie botaniche appartenenti ai generi Rorippa, Cardaria, Armoracia, Thlaspi, Barbarea, Rhynchosinapis, Sinapis, Conringia, Arabidopsis, Erophila, Sisymbrium, Brassica, Dentaria.

Le larve in cattività si allevano senza problemi su Raphanus.

Uovo

La femmina depone le uova ad una ad una sui racemi florali, poco al di sotto dei boccioli o dei calici dei fiori. Normalmente non viene deposto più di un uovo su ciascuna pianta.

Appena deposto l’uovo è biancastro, ma dopo pochi giorni assume la sua colorazione arancione, che  manterrà fino alla schiusa.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 10/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 11/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 10/5/2025.

Le larve si nutrono soprattutto sulle infiorescenze delle piante alimentari, cibandosi sia dei boccioli, sia dei fiori che dei semi, sia più raramente delle foglie, ma su ogni racemo florale c’è raramente cibo sufficiente per alimentare più di un bruco.

Per scoraggiare la deposizione delle uova su una pianta già occupata da un altro uovo o da una larva in accrescimento, la femmina che depone per prima rilascia un feromone deterrente che ha lo scopo di impedire ulteriori deposizioni.

Inoltre, se due larve si incontrano, di solito una di esse viene mangiata dall’altra per eliminarne la concorrenza; la stessa sorte spetta anche alle uova che non si sono ancora schiuse.

Nella foto che segue sono visibili quattro uova, deposte ognuna su un racemo diverso di Arabis hirsuta.

Via Calciano, Giuliano di Roma (Frosinone), 9/4/2007. (Foto ed elaborazione di Raniero Panfili)

Larva L1

Alla schiusa la larva neonata si ciba del corion dell’uovo. La sua colorazione è arancione, con la capsula cefalica lucida e un po’ più scura e con sei tubercoli marroni su ciascun segmento, da ognuno dei quali spunta una setola nera. Nutrendosi il colore si scurisce e assume tonalità di verde, come nelle ultime due foto.

La larva L1 passa la maggior parte del tempo tra i fiori dove risulta difficile da vedere.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 11/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 11/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 12/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 12/5/2025.

Larva L2

Alla seconda età la capsula cefalica si scurisce e il colore di fondo passa dall’arancione al nocciola, con la colorazione ventrale più scura e un accenno di linea longitudinale latero-ventrale biancastra su ogni lato. Compaiono inoltre, in cima alle setole, delle goccioline, che si presume abbiano funzione antipredatoria.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 10/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 10/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 10/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 15/5/2025.

Le due foto successive ritraggono due larve in muta verso la terza età.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 10/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 10/5/2025.

Larva L3

Alla terza età il dorso della larva diventa verde e i lati biancastri, più chiari al confine con il ventre e più scuri salendo verso il dorso. Sia il dorso che i lati si coprono di piccoli tubercoli scuri, che sembrano macchiette nere molto piccole, dotati di setole molto corte. Sono ancora ben visibili i tubercoli più grandi da cui partono le setole più lunghe, con le goccioline alla sommità.

La colorazione ventrale è bruna e contrastante con quella laterale. La capsula cefalica è brunastra più o meno scura con macchie nere.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 10/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 10/5/2025.

Via Calciano, Giuliano di Roma (Frosinone), 16/5/2021. (Foto di Raniero Panfili)

Larva L3 in muta verso L4, Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 18/5/2025.

Larva L4

Alla quarta età la capsula cefalica assume una colorazione decisamente verde, simile a quella dorsale, e il ventre diventa verde scuro, in contrasto con i lati bianchi. I tubercoli che portano le setole più lunghe diventano via via meno appariscenti e le setole si accorciano rispetto alle dimensioni del corpo.

Nelle prime due foto le larve hanno appena fatto la muta, e l’esuvia della seconda età, scura, è visibile subito dietro di loro.

Tenuta Presidenziale di Castelporziano, Roma, 29/4/2023.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 18/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 20/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 19/5/2018.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 19/5/2018.

Larva L5

Alla quinta e ultima età la colorazione rimane assai vicina a quella della quarta, ma il verde è più chiaro, i lati biancastri più chiari e sfumati, i tubercoli scuri più grandi si sono ridotti e si confondono ora con i più piccoli dando luogo a una sorta di puntinatura pressoché uniforme, e le setole sono sempre più corte.

Sia la colorazione che la forma allungata delle larve le consentono di passare facilmente inosservata sui semi della Alliaria comune su cui spesso si nutre.

Decima Malafede, Roma, 16/5/2021.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 28/5/2011.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 28/5/2011.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 19/5/2018.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 19/5/2018.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 22/5/2025.

Subito prima di impuparsi i colori diventano più contrastanti e la colorazione laterale bianca sfumata verso il verde dorsale diventa una banda longitudinale più stretta ed uniforme.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 25/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 25/5/2025.

Pupa

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 26/5/2025.

Non mi è mai capitato di trovare in natura una pupa di Aurora, probabilmente perché la sua forma ed il suo colore la rendono difficilmente reperibile.

In cattività comunque le larve mature si sono sempre e solo impupate direttamente sulle piante nutrici, ma è possibile che in natura vengano prescelte anche piante diverse o supporti di altro tipo, sufficientemente stabili per consentir loro di superare indenni i successivi dieci mesi che le separano dalla schiusa degli adulti.

Qualunque sia il supporto prescelto, la larva fila un cuscinetto di seta, ci si assicura con l’ultimo paio di false zampe, fila un cinto dorsale che si fa passare sul dorso e che àncora sul supporto in due punti molto vicini tra loro, e rimane così fissata in una tipica posizione arcuata ben visibile nelle foto.

Le quattro foto che seguono mostrano la larva matura arcuata in posizione di pre-pupa, la pupa appena uscita dall’esuvia larvale, la pupa il giorno successivo che ha acquisito il pattern definitivo ma ancora colorata in verde, e la pupa dopo ulteriori due giorni che tende ad una tinta sempre più nocciola.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 25/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 26/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 27/5/2025.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 29/5/2025.

In questa ulteriore sequenza la pupa finisce per acquisire, dopo solo cinque giorni dalla sospensione della larva, una colorazione decisamente nocciola, che si intensificherà ulteriormente e le consentirà di passare inosservata tra la vegetazione estiva, autunnale e invernale secca, durante i lunghi mesi di totale immobilità, aiutata anche dalla sua particolare forma che ricorda una spina vegetale.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 23/5/2018.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 25/5/2018.

Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 28/5/2018.

Pupa dopo l'inverno, Ceccano (Frosinone), 1/3/2007. (Foto di Raniero Panfili)

SIC Monte Calvo e Monte Calvilli, Castro dei Volsci (Frosinone), 29/3/2007. (Foto di Raniero Panfili)

Nel giorno che precede la schiusa dell’adulto gli astucci alari ne mostrano in trasparenza la pagina superiore dell’ala anteriore, consentendo, per questa specie, di prevederne il sesso con estrema facilità: questo ovviamente sarà un maschio.

Maschio adulto appena sfarfallato che distende le ali, SIC Monte Calvo e Monte Calvilli, Castro dei Volsci (Frosinone), 30/3/2007. (Foto di Raniero Panfili)

Maschio adulto, Via Calciano, Giuliano di Roma (Frosinone), 25/4/2014. (Foto di Raniero Panfili)

Femmina adulta, Oasi Castel di Guido, Roma, 27/4/2025.

Maschio adulto, Oasi Castel di Guido, Roma, 30/4/2023.

Una bella foto di Raniero Panfili dell’accoppiamento in natura, che purtroppo non mi è mai capitato di osservare.

Accoppiamento, Sant'Ermete, Ceccano (Frosinone), 8/4/2006. (Foto di Raniero Panfili)

Femmina adulta, dettaglio della pagina inferiore delle ali posteriori, Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 5/4/2019.

Sulla pagina inferiore delle ali le parti che appaiono verdi giallastre sono in realtà costituite da scaglie gialle e nere molto vicine, come si vede nella foto che precede.

Femmina adulta, pagina inferiore delle ali, Prés de Villette, Jussy (Ginevra), Svizzera, 5/4/2019.

Maschio adulto, pagina inferiore delle ali, Col du Goléron, Gex (Ain), Francia, 1/6/2015.