Problepsis ocellata
di Paolo Mazzei
Per l’ultima puntata del 2025 ho scelto un geometride molto carino, l’unico della fauna europea a mostrare dei grandi ocelli su tutte e quattro le ali: Problepsis ocellata (Frivaldszky, 1845), che appartiene alla sottofamiglia Sterrhinae, per intenderci quella a cui appartengono i generi Cyclophora, Idaea e Scopula, e la nostra protagonista ocellata fa parte della tribù Scopulini, e quindi è più vicina all’ultimo genere citato.
Non è presente in Italia, e in Europa è confinata all’estremità mediterranea sud orientale: coste della Grecia, inclusa Creta e le isole del Dodecaneso, e Cipro, e si trova poi lungo la costa turca occidentale e meridionale, Libano, Siria, Israele e Palestina.
È una specie decisamente termofila ed eliofila (cioè ama il caldo e il sole), così come la sua pianta alimentare larvale in natura, che è l’olivo, sia quello selvatico che quello coltivato. L’areale di distribuzione coincide approssimativamente con quello dell’olivo selvatico, Olea oleaster Hoffmanns. & Link, considerato specie a sé, sottospecie o semplice sinonimo dell’olivo coltivato, Olea europaea L.
Ed è singolare il fatto che, nonostante l’olivo sia stato coltivato in tutto il bacino del Mediterraneo da migliaia di anni e la farfalla utilizzi senza problemi l’olivo coltivato, Problepsis ocellata non sia presente al di fuori dell’areale di distribuzione originale dell’olivo selvatico, pur avendo avuto tutto il tempo per diffondersi in tutta la regione mediterranea, seguendo la diffusione delle coltivazioni dell’olivo nella parte centrale, occidentale e meridionale (Italia, Francia e Spagna meridionali, nord Africa fino all’Egitto) dove invece non è arrivata.
In natura ho visto solo due femmine, attratte dalla mia lampada LepiLED Maxi Switch, il 14 giugno e l’11 settembre scorsi (2025) sul monte Ymittòs (Υμηττός in greco), immediatamente ad est di Atene a 465 metri di quota, e la seconda mi ha fatto una decina di uova, che ho utilizzato per documentare tutto il ciclo: tutte le foto di questo articolo provengono quindi dal monte Ymittòs, ho aggiunto la data solo alle due femmine trovate in natura, tutte le altre foto ritraggono stadi immaginali e preimmaginali in cattività e quindi la loro data non è significativa. Vola poco rispetto agli altri Scopulini, viene attratta dalle luci artificiali ma si ferma immediatamente sul telo o nei pressi; in particolare la femmina, senza volare intorno alle lampade, a un certo punto c’è ma non la vedi mai arrivare.
Ha una sola generazione alle quote più elevate, fino a 1000 metri in Europa e a 1400 metri in Turchia, in luglio, ma è normalmente bivoltina, da metà maggio a metà luglio, e da metà agosto a fine settembre. Nelle località più calde può avere tre generazioni e oltre, da metà marzo a metà novembre.
In letteratura trovo citate come piante alimentari larvali in cattività anche il ligustro (Ligustrum vulgare) e il lillà (Syringa), ma in natura non mi risulta che la femmina deponga su piante diverse dall’olivo.
Uovo
Le uova vengono deposte sulle foglie e sui rametti terminali degli olivi, ad una ad una, ma se ne possono trovare anche due o tre a contatto tra loro. L’uovo ha una scultura superficiale fatta di piccoli esagoni appena infossati, con i lati in rilievo e con un riempimento completo della superficie dell’uovo, come le cellette accostate nel favo di un alveare. Appena deposto l’uovo è verde chiaro tendente all’azzurro, ma dopo un giorno o due diventa rosso e nocciola.
Poco prima di schiudere tende a infossarsi lateralmente e a collassare (prima foto che segue), ma non è un segno di sofferenza, dopo poco usciranno le minuscole larve di prima età.
Dopo la schiusa, quello che rimane dell’uovo (seconda foto successiva) non viene normalmente mangiato, e rimane attaccato al supporto al quale era stato incollato dalla femmina in deposizione.
Larva L1
La larva alla schiusa è piccola (lunga circa 3 mm), molto sottile ed è difficile da notare sulle foglie di olivo, anche perché assume fin dall’inizio la sua postura “a bastoncino”, che manterrà fino alla maturità. Alla prima età il corpo è dorsalmente e ventralmente marrone scuro, biancastro sui due lati e arancione alle due estremità, testa e segmenti toracici e ultimi segmenti addominali.
Si nutre delle foglie di olivo in formazione ancora molto piccole all’estremità dei rametti (la prima delle tre foto successive) e della cuticola ed epidermide della pagina inferiore delle foglie più grandi, senza riuscire ad attaccare la foglia dal bordo, date le dimensioni minuscole delle sue mandibole.
L’ultima delle tre foto successive mostra una larva di prima età (L1) in muta verso la seconda (L2).
Larva L2
Dalla seconda età il colore della larva, gradualmente ma costantemente, passa dal chiaroscuro nero/bianco/arancio della prima ai toni grigio-verdi decisamente più criptici dell’ultima: durante la seconda età il contrasto si attenua e compare un po’ di verde oliva.
Le mandibole sono ancora piccole per attaccare la foglia, parecchio coriacea, dal margine, e le tracce dell’attività alimentare restano impresse sulla pagina inferiore delle foglie in un verde molto più scuro.
L’ultima foto dello stadio L2 mostra la larva in muta, con il vecchio involucro della capsula cefalica all’estremità anteriore del corpo, pronto a cadere, sostituito dalla nuova capsula più grande, che sarà poi funzionale durante l’intera terza età, fino alla successiva terza muta.
Larva L3
Alla terza età solo la capsula cefalica conserva un po’ di arancione ed è ancora bianca frontalmente, nella metà inferiore: il resto del corpo ha già acquistato i toni dell’olivo.
Nella prima foto è ben visibile il “filo di sicurezza” della larva: in risposta a qualsiasi forma di disturbo, come potrebbero essere la attenzioni non gradite di un predatore, la larva si lascia cadere rimanendo immobile appesa al filo, fino a quando ritorna la tranquillità e può arrampicarsi sul suo filo e ritornare alla sua precedente immobilità sul rametto.
La larva si alimenta soprattutto durante la notte, tutto il resto del tempo rimane immobile mimando un bastoncino secco.
Larva L4
E siamo alla quarta e penultima età: i colori sbiadiscono ulteriormente, inclusa la parte anteriore della capsula cefalica in cui diminuiscono i contrasti e il bianco della metà inferiore è adesso sempre più nocciola.
Le due foto che seguono mostrano il dettaglio frontale della capsula cefalica ed una vista laterale della parte posteriore del corpo, con le due coppie di false zampe, la coppia addominale e la coppia terminale.
Da notare che la coppia addominale è inserita sul penultimo segmento addominale dotato di stigmi respiratori, cioè il settimo, mentre nelle specie dotate di quattro coppie di zampe addominali, come le sfingi, i saturnidi e la maggioranza delle altre famiglie di lepidotteri, inclusi tutti i papilionoidei, le zampe addominali sono inserite sui segmenti addominali 3, 4, 5 e 6, e quindi il settimo ne è privo. Nella seconda foto si notano anche gli stigmi respiratori dei segmenti addominali 6, 7 e 8, ovali e contornati di nero, e i “gancetti” alla base delle zampe addominali, che consentono alla larva di rimanere ancorata al rametto che la sostiene.
Nell’ultima foto di questo gruppo, che mostra il dettaglio anteriore di una larva L4 in muta, si vede bene, da sinistra verso destra, l’involucro L4 della capsula cefalica pronto a cadere al momento della muta, la nuova capsula cefalica, in cui si distinguono i cinque ocelli (occhi semplici) sotto la vecchia cuticola che verrà abbandonata, e i primi tre segmenti toracici con le tre coppie di zampe.
Solo il primo segmento toracico è dotato di stigmi respiratori, caratteristica comune alla stragrande maggioranza di larve di lepidotteri.
Larva L5
La quinta età per questa specie, come per la maggior parte dei lepidotteri, è l’ultima, ed è quindi quella in cui la larva raggiungere le dimensioni maggiori.
La posizione di riposo è sempre dritta e mai incurvata ad anello, ed è notevolmente criptica sui rametti di olivo, come si apprezza con facilità nella prima foto, che mostra una larva di quarta età in muta, a sinistra, e poco più a destra una larva di quinta. Le foglie in basso a destra mostrano i segni ben evidenti dell’attività alimentare delle larve.
Nelle due foto successive, un primo piano di una larva matura che si ciba di una foglia di olivo, e il dettaglio della capsula cefalica in vista anteriore, bruno giallastra, con il bianco confinato ad una sottile striscia alla base del clipeo.
Pupa
Non ho mai trovato una pupa di questa specie in natura, e non trovo notizie in letteratura sulle modalità con cui si impupa: ma in cattività, avendo messo nel recipiente di allevamento sia un contenitore con della terra asciutta ricoperta da foglie, sia dei trucioli di carta, delle foglie secche oltre a diversi rami di olivo in acqua con foglie fresche, tutte le larve mature hanno scelto di infilarsi tra la terra e le foglie, senza scavare ma costruendo bozzoli superficiali con la terra, non particolarmente robusti ma che nascondevano completamente la pupa (prime due foto, in cui ho spostato le foglie che li ricoprivano).
Aprendo i bozzoli con delicatezza e precauzioni, appare la pupa: la prima foto ritrae una pupa già molto vicina a schiudere, e sia gli astucci alari che quelli antennali e delle zampe si sono scuriti rispetto alle tonalità rossicce della parte addominale.
Nella seconda foto la pupa è ancora più lontana dalla schiusa, e solo la parte che copre gli occhi mostra già il colore più scuro.
Nella prima foto che segue l’astuccio alare mostra in trasparenza l’ocello della pagina superiore dell’ala anteriore e si intravede anche il resto del disegno alare: lo sfarfallamento avverrà il giorno successivo.
Adulto
L’apertura alare degli adulti della prima generazione è di 28 – 33 mm per i maschi, 29 – 37 mm per le femmine, le generazioni successive sono di solito leggermente più piccole.
Il maschio e la femmina non si distinguono in base al pattern alare, che è praticamente identico, come si vede dalle due foto successive.
Ma le antenne consentono di riconoscere i due sessi con facilità: il maschio le ha bipettinate, la femmina quasi filiformi, e anche nella posizione di riposo in cui le antenne vengono tenute al di sotto delle ali anteriori, è possibile distinguere i sessi dalla porzione basale delle antenne, come si vede nelle prossime quattro foto in cui sono mostrati i dettagli di quel che si vede delle antenne a riposo, sia dall’alto che dal davanti.
Links
Qualche sito in rete con informazioni e foto su questa specie:
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- Lepiforum e.V.
- Moths of Crete (Kalliopi Bormpoudaki)
- iNaturalist
























































