Leucoma salicis

di Paolo Mazzei

Per la prima volta vi racconto il ciclo di una specie, Leucoma salicis (Linnaeus, 1758), che appartiene alla sottofamiglia Lymantriinae (Erebidae), a lungo considerata una famiglia a sé stante con il nome di Lymantriidae: ho solo accennato in passato ad un’altra lymantrina, Orgyia antiqua (Linnaeus, 1758), trattando le specie che si nutrono di tamerici, ma ci tornerò più in dettaglio in futuro. Leucoma salicis è diffusa nella maggior parte dell’Europa escluse le zone artiche e sub-artiche, è scarsa nelle regioni europee più calde e arriva, attraverso l’Asia temperata, fino al Giappone; è presente anche in Turchia e sul Caucaso.

In Italia è presente soprattutto al nord e al centro, ed è stata segnalata, anche se con minor frequenza, al sud, in Sicilia e in Sardegna. La sua presenza è legata alle sue piante alimentari larvali principali che sono i pioppi e i salici, ma le larve si dovrebbero nutrire anche di betulle, ontani e altre latifoglie, e vive dal livello del mare fino a 1800 metri sulle Alpi e supera i 1500 metri nell’Appennino centrale. Personalmente l’ho osservata in poche, ma spesso molto numerose, popolazioni su alberi e arbusti isolati, in particolare sul Gran Sasso (AQ).

Femmina adulta.

In particolare, ho fatto la quasi totalità delle foto di questo articolo (tutte quelle che non hanno una località specificata in didascalia) nel Canyon della Valianara, chiamato anche Canyon dello Scoppaturo, che è la continuazione del braccio principale del ghiaione alluvionale (conoide di deiezione) sul versante sud del Monte Prena, a 1530 metri di quota sul Gran Sasso (AQ).

All’interno del canyon le larve della nostra falena sono visibili su alcuni gruppi di piante di Salice rosso (Salix purpurea L.) e su un paio di Saliconi (Salix caprea L.) molto grandi. I salici rossi in particolare sono molto apprezzati, e la densità delle larve è molto alta, tanto da riuscire spesso a defogliare le piante quasi completamente: la prima delle due foto seguenti mostra un gruppo di salici rossi ripresi nel canyon a inizio luglio del 2015, e già si apprezza, dalla bassa densità del fogliame, la voracità delle larve. La seconda foto, delle stesse piante, l’ho fatta esattamente dieci anni dopo, a inizio luglio 2025: gli arbusti sono cresciuti, ma l’attività delle larve è ancora più marcata, tanto da aver consumato la quasi totalità delle foglie, presenti ancora solo alla base della pianta.

Canyon della Valianara, Campo Imperatore (AQ), 11/7/2015.

Canyon della Valianara, Campo Imperatore (AQ), 6/7/2025.

Ho trovato e allevato le larve di questa specie, in passato, anche su pioppo nero (Populus nigra L.), pioppo tremulo (Populus tremula L.), salice bianco (Salix alba L.), ma è probabile che questa specie deponga spontaneamente anche su molte altre specie dei generi Populus e Salix, entrambi appartenenti alla famiglia delle Salicaceae Mirb., 1815.

Leucoma salicis ha di solito due generazioni alle quote più basse, con gli adulti che compaiono in giugno-luglio e in settembre-ottobre, ed una sola generazione in montagna, che sfarfalla tra luglio e agosto. L’inverno viene passato di solito allo stadio di piccola larva, che si costruisce un riparo con la sua seta nelle fessure della corteccia e tra i rami delle piante alimentari, e riprenderà ad alimentarsi in primavera, quando compariranno le nuove foglie sulle piante. Occasionalmente, se le larve non sono riuscite a nascere prima del sopraggiungere delle basse temperature, le uova possono costituire lo stadio svernante.

Ho fatto anche le due foto che seguono nel Canyon della Valianara, il 6 luglio 2025: erano presenti contemporaneamente larve alla penultima e ultima età, pupe e adulti già sfarfallati, con diverse coppie in accoppiamento, e alcune femmine avevano già deposto le uova.

Gli adulti, anche se disturbati, tendono a volare poco, soprattutto le femmine, e a non allontanarsi dalle piante nutrici.

I maschi però, al picco delle schiuse, volano anche di giorno intorno alle piante che ospitano le femmine appena schiuse, e mi è successo, salendo in tarda mattinata da Fonte Cerreto verso Campo Imperatore a fine giugno, di vedere decine di maschi in volo intorno e sopra dei grandi saliconi e pioppi tremuli.

Uovo

Le femmine, che nascono e si accoppiano sulle piante nutrici dove le larve si sono sviluppate e impupate, è difficile che abbandonino tali piante, e di solito anche la deposizione delle uova avviene a poche foglie di distanza dal luogo di sfarfallamento.

Le uova vengono deposte in pochi gruppi molto numerosi sulle foglie o sui rametti terminali: la femmina incolla le uova alle piante e le ricopre con una pasta biancastra e sottile che lei stessa produce e che solidifica fino a formare una spuma bianca e solida che le protegge e le nasconde dai predatori.

Illuminando da dietro, con quattro unità flash, l’ammasso di uova ricoperto della prima foto che segue, si vedono in trasparenza nella seconda foto le singole uova. In entrambe le foto si può notare, in alto a sinistra, un singolo uovo che è rimasto al di fuori della schiuma solidificata e che appare come una sferetta verde.

Staccando con delicatezza un ammasso di uova dalla foglie che lo ospitava e rovesciandolo, si vede lo strato più basso delle uova in esso contenute: nella prima foto le uova visibili sono oltre 130. Durante lo sviluppo le uova si scuriscono, mostrando progressivamente la larvetta al loro interno.

Larva L1

Dopo una decina di giorni dalla deposizione, o anche di più se la temperatura è bassa, nascono le larve di prima età, che rimangono inizialmente in gruppo e si nutrono della cuticola e dell’epidermide delle foglie, senza intaccarle dai bordi.

Fin dalla prima età, la colorazione delle larve assume i caratteri, per il momento ancora molto sbiaditi, che vedremo fino alla maturità: colorazione dorsale biancastra, capsula cefalica scura, primo, secondo, sesto e settimo segmento addominale nettamente più scuro, setole biancastre laterali ben sviluppate. Tali setole originano da dei tubercoli laterali nerastri su ciascun segmento del corpo.

Su ciascun segmento dorsale, ai due lati della zona chiara, che è dotata di una sottile linea longitudinale giallastra, ci sono due tubercoli neri in rilievo, da cui fuoriescono delle setole chiare più corte di quelle laterali.

Larva L2

Dopo la prima muta aumentano i contrasti e compaiono i colori: i tubercoli dorsali e laterali passano dal nero ad un colore tra il nocciola e il caffè, le due zone longitudinali dorso laterali si tingono di blu scuro, e l’impressione generale è che la larva, oltre ad essere ovviamente cresciuta, si sia scurita.

Larva L3

Ma è alla terza età che le larve sfoggiano i colori che conserveranno fino alla quinta e ultima età: i tubercoli tendono all’arancione, la banda chiara dorsale si frammenta al confine tra i segmenti diventando sempre più una successione di macchie tondeggianti, che passano dal biancastro ad un bianco puro, e la linea che le divideva in centro diventa sempre più sottile e indistinta.

Nella terza delle foto che seguono la larva ha incurvato la foglia fissandola con la seta e si è costruita un bozzolo appena accennato, e si sta preparando alla muta che la porterà alla quarta età.

Larva L4

Alla quarta età la colorazione è ormai quella finale, solo i colori sono appena un po’ meno vivaci, il contrasto mediamente un po’ più accentuato e le dimensioni più piccole, ma la variabilità fa sovrapporre le colorazioni più estreme delle due età e distinguere una grande larva L4 da una piccola L5 è spesso molto difficile.

Forêt de Jussy, Ginevra, Svizzera, 11/5/2012.

Larva L5

Nella prima foto una larva L5 che ha fatto recentemente la muta: l’esuvia L4, da cui è uscita, si vede dietro di lei, in alto a sinistra. I colori sono mediamente appena un po’ più chiari e vivaci rispetto all’età precedente, ma senza le dimensioni reali è molto difficile distinguere le due età da una fotografia.

Nella prima foto che segue ho evidenziato con due freccette viola due organi presenti dorsalmente sull’area nera del primo e secondo segmento addominale, per capirci i due che non portano zampe tra i primi tre toracici che hanno le tre coppie di zampe vere e il terzo, quarto, quinto e sesto addominali che hanno le quattro coppie di false zampe addominali. Tali organi a forma di peduncolo sono evidentemente lo sbocco di ghiandole che possono produrre gocce di liquido trasparente, probabilmente a scopo difensivo anche se non ho trovato nessuna spiegazione funzionale di queste ghiandole, se ne accenna qui.

Quando la larva è pronta per impuparsi, non scende dalla pianta ma sceglie un rametto e un gruppo di foglie di suo gusto, magari dove altre larve si sono già impupate, e comincia a tessere un bozzolo rado e molto approssimativo, usando la sua seta bianca e chiudendosi dentro, ma restando comunque visibile anche a lavoro terminato. Spesso i bozzoli sono accostati tra loro o raggruppati in quello che appare un super-bozzolo comunitario, ma le singole larve sono comunque separate in “camere” distinte.

Pupa

Per apprezzare i dettagli morfologici delle pupe è necessario estrarle dal bozzolo, cosa decisamente facile dato che la pupa si vede attraverso la trama rada del bozzolo, ed è semplice tagliare un lato con una forbice a punta sottile.

Le pupe sono nere lucide, con diverse macchie ed aree bianche o biancastre dai contorni netti, mai presenti sugli astucci alari che sono completamente neri, e con un disegno dorsale che ha, soprattutto in quelle maschili, delle tonalità sul marrone rossiccio.

Dalle macchie bianche delle pupe partono ciuffi di setole chiare molto evidenti, setole che tendono ad essere più gialle nelle femmine e più bianche nei maschi: è un carattere variabile, ma i maschi sono sempre più bianchi delle femmine.

Le pupe si fissano all’interno del bozzolo agganciandosi tramite il cremastere che hanno all’estremità addominale, costituito da una serie di gancetti di chitina con i quali la pupa si ancora al bozzolo ed evita di cadere a terra.

Pupa femminile.

Pupa maschile, vista latero-ventrale.

Pupa maschile, vista latero-dorsale.

Pupa maschile, vista latero-ventrale.

Pupa maschile, vista dorsale.

Pupa femminile, vista latero-ventrale.

Pupa femminile, vista latero-dorsale.

Pupa femminile, vista latero-ventrale.

Pupa femminile, vista latero-dorsale.

Femmina adulta.

Maschio adulto.

Corteggiamento, maschio a destra.

Femmina adulta.

Femmina adulta.

Femmina adulta.

Femmina adulta appena sfarfallata, con le ali ancora non del tutto stese.

Femmina adulta.

Femmina adulta.

Accoppiamento, maschio a sinistra.

Accoppiamento, maschio a sinistra.

Accoppiamento, maschio a sinistra.