Frugando in biblioteca: una guida per orientarsi (o disorientarsi) nel Seitz
Parte II
di Alberto Zilli
Gli autori
Salvo errori ed omissioni, gli autori che si sono avvicendati nella scrittura di parti del Seitz sono stati trentasei in tutto, cioè (in ordine alfabetico di cognome):
(Per Olof) Christopher Aurivillius (1853-1928) – Svedese
Max Bartel (1879-1914) – Tedesco
Christopher Bollow (1873-1931) – Tedesco
Arnold Corti (1873-1932) – Austriaco
(Oskar Max Friedrich) Paul Denso (1873-1944) – Tedesco
Max (Wilhelm Karl) Draudt (1875-1953) – Tedesco
Harrison Gray Dyar (1866-1929) – Statunitense
Georg Eiffinger (1838-1920) – Tedesco
Anton (Heinrich) Hermann Fassl (Jr) (1848-1916) – Tedesco
Hans Fruhstorfer (1866-1922) – Tedesco
Hans von der Goltz (1864-1941) – Tedesco
Max Gaede (1871-1946) – Tedesco
Bruno Gehlen (1872-1946) – Tedesco
Karl Grünberg (1878-1931) – Tedesco
Richard Haensch (1860-1935) – Tedesco
Martin (Erich) Hering (1893-1967) – Tedesco
Walter (Ernst) Hopp (1884-1958) – Tedesco
Armand Janet (1946-1926) – Francese
Karl (Heinrich-Ernst) Jordan (1861-1959) – Tedesco (poi vissuto in Inghilterra)
Theodor Lehmann (1857-1930) – Tedesco
Paul Mabille (1835-1923) – Francese
Rudolf Pfitzner (1875-1948) – Tedesco
Louis Beethoven Prout (1864-1943) – Inglese
Hugo Reiss (1909-1990) – Tedesco
Johannes (Karl Max) Röber (1861-1942) – Tedesco
Kurt Freiherr von Rosen (1889-1946) – Tedesco
Walter (Lionel von) Rothschild (1868-1937) – Inglese
Wilhelm Schaus (1858-1942) – Statunitense
Adalbert Seitz (1860-1938) – Tedesco
Herbert Sick (?-?) – Tedesco?
Hans (Ferdinand Emil Julius) Stichel (1863-1936) – Tedesco
Embrik Strand (1876-1947) – Norvegese
William Warren (1839-1914) – Inglese
Eugen Wehrli (1871-1958) – Svizzero
Gustav Weymer (1833-1914) – Tedesco
Bernhard Zukovsky (1887-1956) – Moravo (Cisleitano)
Molti di questi nomi fanno davvero venire i brividi soltanto a leggerli, nel senso che sono stati tra i più grandi dei grandi della lepidotterologia mondiale. Oltre alla comprensibile predominanza assoluta di tedeschi o in ogni caso germanofoni, ci sono due aspetti che saltano subito all’occhio, cioè: italiani zero, donne zero. A ciascuno le proprie personali considerazioni.
Traduttori, stampatori, incisori…
La filiera editoriale messa su per realizzare il Seitz fu davvero imponente. Oltre ovviamente alla lunga schiera di autori, servirono anche dei traduttori per convertire i testi originali in quelli delle altre edizioni. A volte, tale compito fu svolto da alcuni degli stessi autori, come nel caso del primo volume sui Ropaloceri paleartici tradotto dal tedesco in inglese da Karl Jordan o del tredicesimo sui Ropaloceri africani tradotto, sempre dal tedesco all’inglese, da Louis B. Prout. Per quanto riguarda l’edizione francese, si avvicendarono Armand Janet e Léon Polet.
Come tipografie utilizzate per l’edizione tedesca e quella inglese, dall’analisi dei volumi risultano la Stuttgarter Vereins-Buchdruckerei, la C.A. Schwarz di Costanza e la H. Laupp jr di Tubinga. Le tavole furono invece realizzate inizialmente dalla Werner und Winter G.m.b.H. di Francoforte, ma alla scomparsa di Alfred Kernen nel 1924, il figlio Otto trasferì “in house” la produzione delle tavole per cercare di contenerne i costi.
Il layout del testo
Un tipico Bogen di otto facciate, cioè la segnatura nota in italiano come quarto o “quartino”, è strutturato secondo una composizione tipografica che rimase tutto sommato costante attraverso le epoche e tra le edizioni.
Nella figura corrispondente ne possiamo vedere gli aspetti principali utilizzando la prima pagina, che in quanto tale riporta importanti informazioni editoriali rispetto a quelle di testo semplice, prima fra tutte la data di pubblicazione.
Talvolta, la prima pagina di un quartino non reca la data di stampa e credo che ciò sia imputabile alla tiratura di più Bögen in simultanea, scelta che Seitz prese, come lui stesso ci fa sapere nella prefazione al secondo volume, per venire incontro alla richiesta dei sottoscrittori di ricevere fascicoli più corposi.
Le tavole
Oggettivamente, le tavole del Seitz non raggiungono la perfezione di quelle di altre opere come gli Études de Lépidoptérologie comparée, sia per l’estro degli artisti incisori di Charles Oberthür, primo fra tutti il sublime Jules Culot, sia perché negli Études comparvero essenzialmente lavori monografici su singoli gruppi o faune locali, non essendovi pertanto la preoccupazione di dover possibilmente rappresentare, e anche molto velocemente, tutti i macrolepidotteri del mondo.
Ciononostante, si tratta di litografie di notevole fattura che in numerosi casi, come ad esempio quelli dei Licenidi tropicali con spolverature argentee, raggiungono un eccellente livello di qualità. Basti pensare che rispetto alla normale quadricromia, la stampa base era addirittura in policromia a 11-12 colori, e probabilmente si raggiunsero 14 colori per alcune tavole! Come abbiamo visto in precedenza, per proteggere il prezioso prodotto le tavole venivano corredate da un foglio di carta velina, blandamente incollato sul lato sinistro e facilmente rimovibile. Il tipico impianto di una tavola è rappresentato qui nella rubrica.
Da notare che le figure non sono numerate ma identificate tramite il nome della specie (senza il genere), mentre nel testo i riferimenti alle figure sono alfanumerici (anzi “numero-alfabetici”) e riportano il numero della tavola del volume e una lettera indicante la riga in cui compare la figura della specie in questione.
Le rilegature
Per i volumi era anche prevista una rilegatura standard, sia per quelli via via assemblati direttamente dai sottoscrittori a partire dai fascicoli sciolti, sia per quelli completi venduti dalla casa editrice. Nella versione più apprezzata e diffusa, la rilegatura è a mezza pelle con angoli in marocchino marrone e piatti in tela impermeabile verde scuro, dorso a cinque caselle con nervi e cuffie decorati in oro.
In particolare, la seconda casella dall’alto reca in oro su cuoio liscio marrone scuro il nome Seitz seguito dal titolo della serie (in una delle tre lingue), mentre sulla quarta compaiono il numero del volume (in cifre romane), il titolo sintetico e l’indicazione se si tratta di un tomo di testo o di tavole, riportati su cuoio colorato secondo un codice cromatico corrispondente alle diverse regioni zoogeografiche.
Tuttavia, tra i set dell’opera esaminati vi sono numerose differenze nell’associazione tra colori e regioni. Infatti, fermo restando che finora sembra essere stato usato solo il colore rosso per la Fauna Americana e verde per quella Indo-Australica, per le altre regioni se ne vedono un po’ di tutti i colori! Da un lato ciò si spiega con la rilegatura gestita direttamente dai clienti a partire dai fascicoli sciolti. I sottoscrittori, pur utilizzando le coperte fornite dalla Kernen, potrebbero aver scelto autonomamente tasselli di cuoio d’altro colore su cui far vergare i titoli dei volumi.
Tuttavia, si ha la prova che anche la Kernen produsse tasselli per caselle di colore diverso: una lettera, qui raffigurata integralmente, con cui la casa editrice riconosce la scarsa visibilità dei caratteri color oro sul beige del tredicesimo volume della Fauna Africana e fornisce nuovi tasselli in sostituzione.
Nella stessa lettera, l’editore avverte di prenotare le coperte per la rilegatura alla ditta Williams & Norgate di Londra, evidentemente per i sottoscrittori inglesi, e consiglia come metodo per rimuovere eventuali fibre di carta rimaste attaccate alle figure dal retro della tavola precedente quello di umettare leggermente un dito e di sfregare delicatamente sull’immagine.
Assolutamente caratteristica, un vero e proprio brand della serie, la decorazione in oro nella casella superiore che riprende in modo stilizzato la figura di Himantopterus zaida Doubleday, 1843 presente nella tavola 1 del volume X (Die Indo-Australischen Spinner und Schwärmer), ribaltata specularmente evidentemente per le modalità di trasferimento dell’immagine.
In attesa di completare i volumi, i sottoscrittori avrebbero potuto raccogliere i fascicoli in faldoni temporanei corredati da etichetta con il titolo del volume forniti dalla stessa casa editrice. Ricordiamo che un fascicolo inviato (Lieferung) poteva comprendere più quartini (Bögen) e tavole. Nelle figure accluse vediamo uno di tali faldoni ed una diversa copertina per i fascicoli, rispetto a quella commentata nella puntata precedente, di cui siamo venuti a conoscenza recentemente.
Un secondo tipo di copertina per fascicoli (Lieferungen) inviati ai sottoscrittori, raffigurante Danaus plexippus (Linnaeus, 1758). In questo caso, la copertina riguarda il fascicolo 174 della Fauna Americana, corrispondente al 379 della serie Exotica, comprendente il Bogen (quarto o quartino) numero 61 (pagine 481-488) del volume VI e le tavole 63 e 64 (cortesia del Museo di Zoologia dell’Università La Sapienza di Roma).
Composizione del Seitz
Qui di seguito riportiamo il numero di pagine e di tavole dei volumi delle tre edizioni in lingua del Seitz, avvertendo che l’elenco comprende soltanto le pagine numerate in cifre arabe a partire da 1. Questo poiché, come abbiamo già visto in precedenza, copie diverse dello stesso volume possono presentare un numero variabile di frontespizi e pagine introduttive a seconda delle rilegature operate dai diversi clienti, ad esempio mantenendo frontespizi temporanei di apertura del volume assieme a quelli definitivi stampati alla sua conclusione. In altri casi, sia tra le edizioni in lingua sia all’interno delle stesse, la paginazione assoluta differisce tra i volumi a seconda dell’inclusione della prefazione nella numerazione principale o dell’uso per questa dei numeri romani. Per esigenze di comparazione si preferisce pertanto indicare soltanto le pagine come sopra specificato, rimandando eventuali confronti tra le parti preliminari a studi bibliologici che certamente esulano dalle finalità della Newsletter ALI.
Quanto mai difformi sono altresì le denominazioni delle parti (es. Abteilung tradotto sia come Section sia come Division nell’edizione inglese), delle regioni zoogeografiche (es. The Macrolepidoptera of the American Faunistic region, The Macrolepidoptera of the American Region o Fauna Americana) e degli stessi titoli dei vari volumi. Le varianti sembrano infinite!
I motivi sono i più disparati, qui tentativamente schematizzati con riferimento ai titoli:
- volumi usciti proprio con più titoli, ad esempio ben tre per il primo dell’edizione inglese, riportante all’interno: The Palearctic Butterflies, Diurnals e Diurna, Diurnals or Butterflies;
- titoli su frontespizi prodotti da distributori locali per il mercato interno, es. Division I.: Palaearctics. Volume I.: Butterflies, sempre per il primo volume inglese in un frontespizio recante la concessionaria di Londra Williams & Norgate stampato con caratteri tipografici diversi da quelli classici;
- frontespizi temporanei e definitivi rilegati entrambi e recanti titoli diversi, ad esempio Spinner und Schwärmer des Indo-Australischen Gebiets e Die Indo-Australischen Spinner und Schwärmer;
- differenze tra titoli dei tomi di testo e tavole di uno stesso volume, es. Hétérocères noctuiformes e Les Noctuides paléarctiques;
- titoli citati “ad sensum” per riferirsi oggettivamente al contenuto del volume senza cavillare eccessivamente sul titolo effettivo;
- titoli stimati “ad sensum” per volumi il cui testo non fu mai pubblicato, come nel caso di quattro volumi francesi.
Spesso un titolo è doppio perché in un caso incorpora la relativa regione zoogeografica e nell’altro questa compare a parte, venendo meno quindi la necessità di ripeterla nel titolo specifico.
Si avvisa pertanto che nei prospetti che seguono si leggeranno soltanto alcuni dei titoli più frequentemente incontrati per uno stesso volume. La struttura delle edizioni è comunque sempre la stessa, cioè:
Pars Palaearctica
Volumi 1-4 e Supplementi 1-4: Fauna Palaearctica
Pars Exotica
Volumi 5-8: Fauna Americana
Volumi 9-12: Fauna Indo-Australica
Volumi 13-16: Fauna Africana
Per quanto riguarda i gruppi trattati nelle singole faune, i volumi seguono sempre la stessa sequenza, prima i Ropaloceri, poi i “Bombyces et Sphinges“, e a seguire i Nottuidi (nel senso classico) e i Geometridi.
Die Gross-Schmetterlinge der Erde

Con ben 11.585 pagine numerate di testo (cui andrebbero aggiunti i vari frontespizi e prefazioni) e 1458 tavole, l’edizione tedesca è, come abbiamo già sottolineato, la più completa, sebbene “perda” il confronto con quella inglese nei volumi 8 e 16 (si veda appresso).
La numerazione delle tavole nei volumi della Fauna Americana e di quella Indo-Australica però non è sequenziale a causa dell’interposizione di alcune tavole supplementari, evidentemente in corso d’opera, e di alcune mancanze corrispondenti a tavole proprio non emesse. A complicare ulteriormente la questione il fatto che il criterio di numerazione delle tavole intercalate non è stato coerente tra i volumi, ad esempio mentre per il volume 5 si passa dalla tavola 99 alla 100A e a seguire alla 100B (non c’è quindi alcuna tavola 100), nel volume 6, le tavole 111A e 111B sono precedute da una tavola 111. Ad ogni modo, riteniamo utile fornire il dettaglio della sequenza delle tavole edite per questi volumi.

The Macrolepidoptera of the World

Assolutamente pari a quella tedesca sia per numero (1458) sia per numerazione delle tavole, l’edizione inglese consta di 10.790 pagine numerate in cifre arabe (si vedano sopra i criteri seguiti a questo riguardo), essendo perciò leggermente meno completa (ricordiamo che anche diversi volumi di quella tedesca non furono mai completati per motivi bellici). Analizziamo con precisione in quali volumi l’edizione inglese “perda” nei confronti di quella tedesca (le differenze di ±1 pagina dovute alla diversa lunghezza delle traduzioni e/o all’inclusione nella numerazione di eventuali Errata et addenda non sono considerate):
Volume 4, Supplemento: pagine 249-720 mancanti;
Volume 6: si arresta a pag. 1328;
Volume 7: si arresta a pag. 412;
Volume 12: pagine 293-308 e 317-348 mancanti;
Volume 15: si arresta a pag. 286.
Al contrario, in alcuni volumi scritti da Louis B. Prout, il testo inglese è più completo, precisamente:
Volume 8: pagine 137-149 (genere Scopula) in più (le 145-149 molto rare);
Volume 16: pagine 161-163 (fine del genere Aspilophota e inizio di Hemerophila) in più.
Les Macrolépidoptères du Globe

Con 7944 pagine e 1356 tavole, l’edizione francese è decisamente in difetto per quanto riguarda il testo rispetto alle altre. Da segnalare in particolare l’assenza completa di testo per i volumi Suppl. 3, Suppl. 4, 8, 16 e una grave lacuna nel peraltro apprezzatissimo volume 6, mancante di oltre 850 pagine rispetto alla versione tedesca, tra l’altro proprio quelle comprendenti gruppi assai popolari come la famiglia Sphingidae. Più contenuta invece la differenza nelle tavole, che ovviamente non necessitavano di traduzione e ristampa indipendente. Necessitavano però di essere acquistate e debitamente saldate alla casa madre fornitrice Kernen, la quale, per bocca di Otto Kernen a Jacques Rigout (1986. Bulletin de la Société Sciences Nat, 49: 3) disse di averle stampate tutte ma di averle rese inutilizzabili imbrattandole con l’inchiostro dopo aver accertato l’impossibilità di Eugène Le Moult di pagarle. Rispetto alle edizioni tedesca e inglese, quella francese manca pertanto delle seguenti tavole:
Volume 4, Supplemento: 18, 30-53
Volume 6: 168, 183, 184
Volume 7: 55-56, 65-83, 85-86, 88-91, 93-94, 96
Volume 11: 31, 41A, 43, 53-56
Volume 12: 15, 19-34, 36-41, 50
Volume 15: 31-41
Volume 16: 17-18

Esempio di ritardo tra la composizione e la stampa di un quartino (Bogen) dell'edizione francese.
Come visto nella precedente puntata, circolano volumi dell’edizione francese arricchiti da tavole prese dalle altre edizioni, che aumentano leggermente la completezza di volumi e set che vengono proposti sul mercato.
Un lieve eccesso di pagine nel volume 9 deve imputarsi all’inclusione nella numerazione principale di pagine non numerate o numerate autonomamente nelle altre edizioni, non risultando alcun testo aggiuntivo nella versione francese.
Alberto Zilli
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