Studi sui lepidotteri delle dune costiere della Regione Molise: tra ricerca e conservazione
di Micaela del Valle Rasino
Da diversi anni, prima nell’ambito del mio dottorato di ricerca e attualmente con un assegno di ricerca presso l’Università degli Studi del Molise, mi dedico allo studio dei lepidotteri delle dune costiere del Molise, in relazione alle piante vascolari lungo la zonazione dunale, un ecosistema affascinante e fragile, dove ad ogni passo si svelano innumerevoli relazioni tra piante e insetti.
Una parte fondamentale delle mie attività di ricerca consiste nella preparazione e identificazione degli esemplari di lepidotteri campionati, sia con l’osservazione visiva che, quando necessario, attraverso la dissezione degli apparati copulatori per la conferma diagnostica. Tutti processi che richiedono pazienza, precisione ed una buona dose di curiosità e passione.
Le mie ricerche hanno messo in luce come i lepidotteri diurni (Rhopalocera) (Rasino et al., 2024; https://doi.org/10.1007/s10531-024-02914-w) e notturni (famiglia Geometridae) (Rasino et al., 2025; https://doi.org/10.1016/j.ecolind.2025.113975) rispondono alla zonazione delle dune, rivelando una stretta relazione con le piante vascolari presenti e pattern sorprendenti di diversità e specializzazione, con specie strettamente legate alle dune mobili o alle dune fisse. Le mie ricerche evidenziano come questi gruppi di lepidotteri possano essere utilizzati come bioindicatori per valutare la qualità ecologica delle dune costiere, poiché la loro presenza e abbondanza riflettono direttamente lo stato di salute degli ecosistemi.
È particolarmente interessante la presenza nella zona di studio di Gegenes nostrodamus (Fabricius, 1793), una specie rara e xerotermofila, tipica di ambienti ben conservati. Questa farfalla è stata rinvenuta nell’habitat delle dune mobili, riconosciute come di importanza comunitaria (Direttiva Habitat 92/43/CEE); la sua presenza indica un buon stato di salute degli ecosistemi costieri e il valore della rete di siti Natura 2000 come rifugio per la biodiversità.
Analizzando i tratti ecologici della famiglia Geometridae, ho osservato che le specie esclusive delle dune fisse tendono ad avere dimensioni corporee maggiori, adattate ad un ambiente più stabile e ricco di vegetazione legnosa. Al contrario, nelle dune mobili, più vicine al mare e soggette a maggiore disturbo e stress ambientale, dove le comunità vegetali variano sia nello spazio che nel tempo con abbondanza di piante erbacee, prevalgono specie di dimensioni ridotte e con maggiore tolleranza alle condizioni estreme.
Queste differenze tra i diversi settori della zonazione riflettono l’adattamento delle comunità di geometridi e di vegetazione alle condizioni eterogenee di stress e risorse che caratterizzano il mosaico dunale.
Attualmente, con il gruppo di lavoro dell’Università del Molise stiamo ampliando lo studio alla superfamiglia Noctuoidea, per comprendere meglio come questo gruppo risponda alla zonazione delle dune. In futuro prevediamo di includere anche i microlepidotteri, per arrivare ad un’analisi di sintesi che integri tutti i gruppi di lepidotteri e ottenere una visione complessiva della biodiversità di questi habitat unici.
Studiando le comunità di piante vascolari e di lepidotteri ho scoperto quanto siano strettamente connesse: le variazioni della vegetazione nei diversi settori della zonazione dunale si riflettono direttamente nella composizione di specie di farfalle e falene. Capire queste relazioni è fondamentale per proteggere l’integrità dei sistemi dunali costieri fragili e altamente dinamici. Il picco stagionale di diversità di questi gruppi di lepidotteri coincide con i mesi estivi, quando aumenta la pressione turistica. È quindi fondamentale adottare misure di tutela della vegetazione, come passerelle in legno per limitare il calpestio, barriere con corde per proteggere le piante e una gestione più sostenibile della pulizia delle spiagge. Allo stesso tempo, il coinvolgimento di studenti e cittadini in attività di osservazione e sensibilizzazione può contribuire a diffondere la conoscenza del valore ecologico delle dune e a promuovere una cultura condivisa di rispetto e conservazione della biodiversità.
Ogni volta che cammino tra le dune, mi rendo conto che dietro l’apparente semplicità di questo paesaggio si nasconde un mondo complesso ed interconnesso.
Micaela del Valle Rasino
Riferimenti:
Acosta ATR, Carranza ML, Izzi CF (2009). Are there habitats that contribute best to plant species diversity in coastal dunes? Biodiversity and Conservation. 18, 1087–1098. https://doi.org/10.1007/s10531-008-9454-9
Fattorini S (2021). Conservation of Insects of Mediterranean Coasts. In: Imperiled: The Encyclopedia of Conservation. Elsevier, pp. 507–520 https://doi.org/10.1016/B978-0-12-821139-7.00029-5
Sciarretta A, Parenzan P (2001). I Lepidotteri Ropaloceri del Molise (Italia Centrale) (Lepidoptera, Hesperioidea, Papilionoidea). Phytophaga 11:87–104


