Progetto Parchigiani, la resistenza della biodiversità

di Michela Audisio, Vittoria Gravinese, Stefano Minervini

Numeri del progetto (2025):

  • 1 settimana di campo di volontariato
  • 14 volontari già reclutati (tra piu’ di 80 candidature)
  • 12 transetti svolti durante la prima settimana (6 km)
  • più di 90 individui di Lepidotteri campionati
  • 19 specie identificate di Lepidotteri
  • più di 30 Apoidei campionati, appartenenti a 8 generi

Figura 1. Alcuni scatti dei volontari ed esperti durante la settimana. Visita all’apiario olistico di “Alveare da favola” (in alto a sinistra); visita a Gravina sotterranea (in alto a destra); volontari lungo un transetto (in basso a sinistra); osservazione e riconoscimento (in basso a destra).

Figura 2. Scorci dei luoghi principali dove sono stati effettuati i transetti di monitoraggio degli insetti impollinatori nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia. a) Tipica prateria rocciosa, ambiente caratteristico del Parco, b) dolina del Pulo di Altamura, c) Rocca del Garagnone, d) Quercia secolare nella foresta di Mercadante. Foto: M. Audisio.

Si è conclusa a ottobre la prima settimana di volontariato del progetto “Parchigiani, la resistenza della biodiversità”, svoltasi nel cuore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia (Puglia).
Il progetto, vincitore dell’Avviso Pubblico Parco Innova, è ideato e coordinato dall’imprenditrice Vittoria Gravinese (a capo dell’azienda “Alveare da favola”) e dal forestale Stefano Minervini, con l’obiettivo di valorizzare il Parco, promuoverne la conoscenza e contribuire allo studio della sua straordinaria ricchezza biologica, in particolare quella legata agli insetti impollinatori – le api e, naturalmente, le farfalle, indicatori preziosi dello stato di salute degli ecosistemi terrestri.

Oltre alle attività di ricerca e divulgazione, Parchigiani prevede due settimane di campi di volontariato naturalistico: la prima, appena conclusa (6–12 ottobre 2025), e la seconda programmata per aprile 2026, quando il paesaggio murgiano sarà al culmine delle fioriture.

Queste esperienze hanno un duplice valore: accrescono le conoscenze scientifiche sugli Apoidei e sui Lepidotteri, e rafforzano il legame tra i giovani naturalisti e biologi ed il patrimonio naturale del Parco.

Alla prima settimana hanno partecipato 14 volontari e volontarie provenienti da tutta Italia, guidati dagli esperti dell’associazione Polyxena e da Marco D’Agostino del progetto Life4Pollinators del CREA Bologna, con la collaborazione della dott.ssa Luciana Zollo, naturalista funzionaria del Parco.

Ospitati presso l’Agriturismo Fasano a Cassano delle Murge, i partecipanti hanno ricevuto una formazione sul riconoscimento e il campionamento di api e farfalle, apprendendo sul campo le tecniche di monitoraggio basate sul protocollo ISPRA. Ogni giorno, da martedì a venerdì, sono stati condotti transetti in ambienti rappresentativi del Parco – in particolare nel bosco di Mesola, presso la masseria Scalera, al suggestivo Pulo di Altamura, alla rocca del Garagnone, e nella foresta di Mercadante – esplorando non solo la diversità biologica ma anche quella geologica e culturale, radicata nelle tradizioni agro-pastorali dell’Alta Murgia (Figura 2). Non sono mancati ovviamente i momenti di svago e convivialità, come i giochi da tavolo dopo cena e la visita all’affascinante città di Gravina (Figura 1).

Nonostante le prime giornate ventose e le temperature autunnali, la vita non si è spenta: api, farfalle ed altri artropodi (Figura 3) erano ancora attivi, offrendo l’occasione di documentare una sorprendente varietà di specie che normalmente passa inosservata, nascosta tra le pietre dei muretti a secco e la brulla vegetazione che li accompagna.

In totale, durante i 12 transetti effettuati nel corso della settimana dai volontari, sono stati osservati oltre 90 individui di lepidotteri diurni, appartenenti ad almeno 19 specie diverse (Figura 4). Tra queste figurano specie tipiche di praterie secche e calcaree, steppe e zone rocciose — ambienti caratteristici del Parco — come Hipparchia statilinus, Lysandra bellargus, Lycaena thersamon e Pontia edusa. Nei transetti localizzati in aree boschive è stata rinvenuta Limenitis reducta, specie indicatrice delle foreste mediterranee, a testimonianza della notevole diversità di habitat frequentati dalle farfalle del Parco. Le principali specie rilevate sono state inoltre segnalate sulla piattaforma iNaturalist.

Figura 3. Oltre ad api e farfalle, i volontari hanno rinvenuto altri artropodi degni di nota, per esempio: a) neanide di Empusa pennata, mantide tipica delle aree mediterranee, b) ragno del genere Eresus, anche chiamato “ragno di velluto”, c) Scolopendra cingulata. Foto: M. Audisio.

Figura 4 Immagini di alcune delle specie di farfalle campionate durante i transetti, partendo da in alto a sinistra: Limenitis reducta, Hipparchia semele, Lycaena thersamon, Aricia agestis, Papilio machaon (larva), Hipparchia sp.

Per quanto riguarda gli apoidei, sono stati campionati oltre 30 individui appartenenti a otto generi differenti, dalle vistose Xylocopa ai minuscoli Hylaeus.

Il viaggio di Parchigiani non si ferma qui: nei prossimi mesi il gruppo proseguirà con attività di divulgazione, analisi dei dati e preparazione del secondo campo di ricerca e volontariato, in primavera, quando le farfalle torneranno protagoniste del cielo murgiano.

Una tappa fondamentale è prevista per il weekend 5-6-7 Giugno 2026 in Puglia con il Raduno nazionale sugli impollinatori e il Festival che si propone di creare una connessione autentica tra cittadini, comunità scientifica e Parco, favorendo consapevolezza, collaborazione e fiducia reciproca. Siete tutti invitati!

Un piccolo ma entusiasta gruppo di giovani naturalisti, dunque, sta imparando a “resistere” insieme alla biodiversità: con curiosità, rigore e meraviglia.

Fonti utili:

Community dei Parchigiani su whatsapp https://chat.whatsapp.com/B5chzg5BUG2IrntdsWFNXm