Siamo in copertina: Polyommatus humedasae e le sfide per la sua conservazione

di Luca Anselmo

Come ben sappiamo, negli ultimi decenni gli insetti stanno subendo un forte declino a livello globale, incluse le farfalle. Molte specie europee sono oggi minacciate dalla perdita di habitat, dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici. Nelle aree alpine, l’aumento delle temperature e le trasformazioni del territorio favoriscono le specie più mobili e adattabili, mentre quelle più sedentarie e specializzate risultano particolarmente vulnerabili. Come risultato, circa un quarto delle specie endemiche europee valutate nella nuova Red List europea è attualmente minacciato di estinzione.

Tra queste rientra Polyommatus humedasae, una piccola farfalla endemica del nord-ovest italiano, finita sulla copertina della nuova Red List. Questa bellissima specie vive esclusivamente in poche aree della Valle d’Aosta, dove forma la popolazione più consistente nel Sito di Interesse Comunitario (SIC) di Pont’Ael.

P. humedasae  vola una sola volta all’anno e dipende da un’unica pianta nutrice, Onobrychis arenaria, che cresce sporadicamente in praterie aride calcaree di media montagna. La specie, recentemente classificata come “Critically Endangered”, è stata oggetto di un corposo studio condotto dall’Università di Torino. La stima della popolazione, effettuata sulla base di dati di cattura-marcatura-ricattura raccolti nell’estate del 2022, ammonta a circa 880 individui, e la mobilità degli adulti è risultata molto scarsa. Lo studio ha anche rilevato una preferenza a deporre le uova su piante nutrici leggermente ombreggiate, probabilmente in risposta all’estate particolarmente calda e secca di quell’anno. Come principale minaccia per la specie è stato evidenziato l’avanzamento della vegetazione arborea legato all’abbandono del territorio, un problema già riportato più di vent’anni fa per questa specie e che ne riguarda molte altre strettamente legate ad ambienti aperti o semi-aperti.

Visto il preoccupante stato di conservazione di P. humedasae, la Struttura Biodiversità, Sostenibilità e Aree Naturali Protette della Regione Valle d’Aosta ha ritenuto necessario intervenire per ripristinare il suo habitat, pur salvaguardando la diversità del paesaggio e le altre specie di interesse conservazionistico presenti nel SIC. Per questo scopo, l’Università di Torino ha condotto una ulteriore ricerca finalizzata a guidare la selezione delle aree prioritarie da sottoporre a diradamento. Sulla base dei dati raccolti in precedenza, il team di ricercatori ha elaborato un modello di distribuzione ad elevata risoluzione, utilizzando dati satellitari e topografici, al fine di individuare le aree maggiormente idonee per la specie. La mappa ottenuta è stata utilizzata per stimare in campo quale fosse la copertura arborea ottimale per la farfalla, un’informazione fondamentale per eseguire un diradamento in grado di favorirla il più possibile. Le informazioni ottenute sono state infine usate per studiare la connettività dell’area, individuando le zone che attualmente ostacolano i movimenti della specie, in quanto coperte da vegetazione arborea troppo fitta.

Sulla base delle risorse disponibili e delle verifiche in campo effettuate con la Struttura Foreste e Sentieristica della Regione, sono state selezionate le aree più adatte a interventi di ripristino. È stata così individuata una superficie di circa 6.382 m² da sottoporre a diradamento, eseguito nell’inverno 2024. In quest’area l’intervento ha ridotto la copertura arborea al 25%, mantenendo però intatti gli elementi importanti per altre specie di interesse conservazionistico presenti.

Questo studio dimostra come l’uso combinato di modelli ecologici ad alta risoluzione e dati raccolti tramite monitoraggi intensivi possa fornire indicazioni molto utili per tutelare specie minacciate che vivono in ambienti semi-aperti. Nel caso di P. humedasae, l’approccio adottato ha permesso di identificare le aree prioritarie su cui intervenire e di realizzare un’azione di conservazione mirata, rapida e a basso costo, volta a migliorare la qualità e la continuità del suo habitat. Si tratta quindi di un primo passo per contrastare il declino delle farfalle, avviando un piano d’azione che nei prossimi anni potrà includere nuovi interventi mirati a ridurre il rischio di estinzione di questa fantastica specie.

Luca Anselmo